Dicono di noi

Citazioni tratte da ritagli giornalistici

Ottobre 1987 – CAPITAL INTERNATIONAL:
“FORTETO DELLA LUJA” based on Moscat grapes, is currently the highest priced wine on the Italian market. Justly, supremely justly, so.

Novembre 1988 – ETICHETTA. Luigi Veronelli racconta:
“È vino appena nato, il FORTETO DELLA LUJA testimonianza del suo prestigio il merito, di essere assieme ai più grandi vini da meditazione italiani”.

Dicembre 1988 – I VIGNAIOLI STORICI di LUIGI VERONELLI:
Il “FORTETO DELLA LUJA” va innanzitutto capito. Mai un vino ha espresso tanto intensamente la personalità di chi lo ha voluto a dispetto di chi nel Moscato non ha mai voluto credere.

Dicembre 1989 – MOSCATO D’ASTI:
Qualcuno ha paragonato il “FORTETO DELLA LUJA” ai Sauternes o ai vini Alsaziani. Questa lontana parentela sicuramente c’è, ma è il Moscato di Loazzolo che cambia i termini della questione e rende il prodotto assolutamente esclusivo.

Luglio 1990 – LA STAMPA:
“C’è un Moscato che sfida i Sauternes. Sono quattro i produttori di questo vino che, se accettato come Doc diventerà tra i migliori dolci del mondo”.

Agosto 1990 – PUBBLICA AUDIZIONE PER IL LOAZZOLO.
Messo a punto un disciplinare con regole rigidissime. Rispetto a tutte le altre DOC Italiane ha resa in assoluto più restrittiva: appena 27,5 ettolitri per Ha di superficie. Si tratta di un raro esempio a livello italiano di una DOC comunale che comprende il solo territorio amministrativo.

Novembre 1990 – L’ESPRESSO. Gianni Brera:
“Chi beve vino e lo capisce e apprezza è come colui che udendo musica sente passare gli angeli e li distingue” LUIGI VERONELLI: “Assaggio il FORTETO PIAN DEI SOGNI 1988. Non sento solo gli angeli passare; non li distinguo solo; ancora una volta mi faccio angelo di Chagall”.

June 1991 – ALAN RICHMAN writes about food and wines for G.Q.
He reccomends: FORTETO DELLA LUJA 1988 What D’Yquem is to Sauternes, Scaglione is to Moscato Passito.

Dicembre 1991 – CAPITAL. Cesare Pillon:
“Il passito è tornato alla ribalta; proprio Scaglione, è stato protagonista del caso più clamoroso. Ha messo a punto il FORTETO DELLA LUJA, e adesso sta facendo il bis con il FORTETO PIAN DEI SOGNI.

Settembre 1992 – I SUPERCRU DI LOAZZOLO. Luciano di Lello racconta:
“IL FORTETO PIAN DEI SOGNI” è il più alto risultato raggiunto da una nostra uva della tradizione: il Brachetto. È un vino più delicato del LOAZZOLO, indicato per la pasticceria possiede una grazia ed una propensione alla godibilità davvero entusiasmante.

Gennaio 1993 – THE WORD’S BEST WINE MAGAZINE. DECANTER.
Nell’art. “SWEET JUSTICE” dedicato a tutti i più importanti vini dolci d’Italia è stato scritto: ”A very few passito Moscatos come from Piedmont. One of the best, and most costly, is FORTETO DELLA LUJA from Scaglione. “…” The wines of Quintarelli, Boratto, Pieropan, Anselmi, Avignonesi, Scaglione and De Bartoli are undoubtedly the great wines of the world”.

Novembre 1994 – ROBER PARKER:
The wine Advocate from WINE SPECTATOR Assegnazione alle GRIVE 1990 Il seguente punteggio: 91/100: “Un vino rosso di grande impressione. Questo vino che proviene dal Piemonte dimostra un colore rubino purpureo pieno e saturo. Un bouquet speziato, fruttato di prugne mature, amarena, che ricorda il Pomerol st. Emilion. Corpo pieno e opulento con diversi profumi ricchi, cremosi, e fruttati. Puri ben definiti che riempiono la bocca, sorprendentemente elegante. Questo vino può bersi per 10/12 anni”.

Maggio 1994 – Sulla rivista DECANTER TOM-BRUCEGARDYNE racconta:
“Is a wine called LE GRIVE that excites me most … In one vineyard the berries are too small and dark o be of use for fizz, but blended with Barbera they make something unique”.

Aprile 1995 – LE NOVE SCELTE DI CLASS.
Selezione dei nove prodotti al mondo più prestigiosi ed unici. IL VINO: FORTETO DELLA LUJA.

Gennaio 1997 – TOP ITALIAN WINES – GAMBERO ROSSO.
Tre Bicchieri- FORTETO DELLA LUJA 1993

Febbraio 1997 – Inserto speciale della STAMPA LO SPECCHIO.
Paolo Massobrio segnala i sette vini tra i più particolari e raffinati nella produzione italiana. Tra “I Magnifici sette” il FORTETO DELLA LUJA.

Gennaio 1998 – TOP ITALIAN WINES – GAMBERO ROSSO.
Tre Bicchieri- FORTETO DELLA LUJA 1994

Gennaio 1999 – TOP ITALIAN WINES – GAMBERO ROSSO.
Tre Bicchieri- FORTETO DELLA LUJA 1995

Le Classifiche-Qualità di CLASS:
N. 1° Rossi Italiani – BARBARESCO SORI SAN LORENZO GAJA (PIEMONTE)
N. 1° Rossi Internazionali – PAUILLAC CHATEAUX LAFITE ROTHSCHILD (FRANCIA)
N. 1° Bianchi Italiani – SAUVIGNON ALTENI DI BRASSICA GAJA (PIEMONTE)
N. 1° Bianchi Internazionali – MEURSAULT CLOS DE BARRE COMTES LAFON (FRANCIA)
N. 1° Dessert Italiani – LOAZZOLO VENDEMMIA TARDIVA FORTETO DELLA LUJA SCAGLIONE (PIEMONTE)
N. 1° Dessert Internazionali – SAUTERNES CHATEAUX D’YQUEMS LUR SALUCES (FRANCIA)

Ottobre 1999
Fra tutti i vini italiani degustati in occasione delle fiere di Basilea e Lucerna viene attribuito il diploma “MEDAGLIA D’ORO” alle Grive ’97

Gennaio 2000 – I VINI DI VERONELLI 2000:
“Il sole” al Forteto della Luja 1996

Gennaio 2000 – TOP ITALIAN WINES – GAMBERO ROSSO.
Tre Bicchieri – FORTETO DELLA LUJA 1996

Settembre 2000 – Pubblicazione di Panorama. Francesco Arrigoni racconta:
“Dei 50 sceltissimi vini italiani insieme ai 50 capolavori selezionati dall’enologia internazionale.”

100 VINI CHE FANNO GIRARE IL MONDO:
– Vega Sicilia Unico – Vega Sicilia, Spagna
– Chiìteau Margaux, Francia
– Forteto della Luja – Forteto della Luja, Italia
– Opus one Mondavi, Stati Uniti
– Sassicaia – Incisa della Rocchetta, Italia ecc.

Gennaio 2001 – TOP ITALIANWINES – GAMBERO ROSSO.
Tre Bicchieri- FORTETO DELLA LUJA 1997

Duemilavini 2001 – Ass. Ital. Sommeliers
Valutazione d’eccellenza “5 grappoli” per il Forteto della Luja 1997

Aprile 2001 – CIVILTÀ DEL BERE. Sono 164 i produttori giudicati “al vertice” delle quattro principali guide enologiche italiane e sono 52 i “big” che hanno ottenuto citazioni di eccellenza cioè il massimo voto in almeno tre guide su quattro. Tra queste la Cantina del Forteto della Luja di Loazzolo.

Gennaio 2002 A 90 – Luca Maroni – Annuario dei migliori vini italiani:
Forteto Pian dei Sogni 1998, Forteto della Luja 1997
CUCINA E VINI: Guida bere dolce 2002 assegna le Cinque Sfere di Eccellenza al Forteto della Luja 1998

Gennaio 2003 – Top Wines 2002 I Vini di Veronelli SUPER TRE STELLE al Fortetodella Luja 1998-1999-2000
Riconoscimento attribuito ad una singola annata di un vino, già ai vertici da almeno tre anni nelle guide precedenti, e che abbia ottenuto valutazioni superiori a 91/100.

TOP ITALIAN WINES – GAMBERO ROSSO.
Due Bicchieri – LE GRIVE 1998-1999-2000

Giugno 2003 – Si celebra il decennale del Loazzolo doc.
Convegno con titolo “Un paese in festa tra sogno e realtà, il privilegio del Loazzolo ovvero la leggenda del dolce vino”.
Conferimento della cittadinanza onoraria ai Padri del Loazzolo: Luigi Veronelli, Carlo Petrini, Anna Bologna in memoria di Giacomo Bologna, Vittorio Vallarino Gancia.

Gennaio 2004 – VINI D’ITALIA 2004 – GAMBERO ROSSO.
… Questa tenuta con 8 ettari di vigneto rappresenta un piccolo gioiello del Monferrato … gli appezzamenti di proprietà sono tra i più vocati della zona … da tempo annoverato, a ragione, tra i migliori vini italiani il Loazzolo Piasa Rischei … molto convincente anche il Forteto Pian dei Sogni … il rosso Le Grive ha un intenso colore rubino tendente al granata e sentori di fiori, agrumi e cuoio …

Loazzolo Forteto della Luja 2000
Monferrato Rosso Le Grive 2001
Piemonte Brachetto Forteto Pian dei Sogni 2001
Moscato d’Asti Piasa Sanmaurizio 2003

Gennaio 2004 – Hotel Hilton A.I.S. Roma.
Degustazione guidata dalla Dr.sa Daniela Scrobogna e dal Prof. Attilio Scienza “I muffati” confronto internazionale. 2° classificato Forteto della Luja 1999

Gennaio 2004
Il Forteto della Luja si aggiudica il massimo dei riconoscimenti “Super tre stelle” su “I VINI DI VERONELLI 2004”

Luglio 2004
Presentazione in Regione Piemonte del progetto di Riserva Naturale speciale Boschi di Loazzolo

Luglio 2004
Il naturalista dotto Teo Ferrero (WWF Asti) censisce il ritrovamento della 20° specie di orchiedea spontanea nella Riserva Naturale Boschi di Loazzolo.

Novembre 2004 – GAMBERO ROSSO CHANNEL Novembre – Dicembre 2004.
Documenta in video la rara realtà del Loazzolo e dà visibilità all’area protetta Boschi di Loazzolo, del rio Luja e del suo vino.

Dicembre 2004
L’Enoteca Nazionale dei Vini Passiti Castello di Roppolo riconosce all’Azienda Forteto della Luja l’attestato di riconoscimento dell’ “Ottimo” al vino omonimo annata 2000.

Il Loazzolo Passito compie 30 anni

Festa nel borgo di Langa e tra i sentieri dell’oasi WWF

Loazzolo 20/06/2015 | Pier Ottavio Daniele

Il Loazzolo doc Forteto della Luja compie trent’anni. Domenica 21 e lunedì 22 giugno si farà festa in cascina tra le botti del passito di moscato e la natura dell’oasi Wwf, habitat che la famiglia Scaglione ha saputo creare sulle colline del piccolo paese di Langa Astigiana, famoso in tutto il mondo per il pregiato vino da meditazione. Giancarlo Scaglione, fondatore del Forteto è un enologo di fama internazionale e un ricercatore dalle profonde conoscenze di vigna e di vita.

La più piccola doc d’Italia

Il Loazzolo doc nasce nel 1985 in seguito alla somma di esperienze maturate da Giancarlo sia in ambito famigliare che professionale. Le uve più sane di moscato, prodotto dai vigneti esposti a mezzogiorno, ricavate dai filari sorretti da muretti a secco in pietra di Langa, vengono messe ad appassire sui graticci e una volta giunti alla maturazione ideale si pigiano attraverso un metodo soffice e delicato, in modo di mantenere autentici fragranza, aromi e profumi. Il risultato è un’opera d’arte, tanto che sulle tavole mondiali dell’alta ristorazione, il Loazzolo doc del Forteto della Luja viene proposto come vino da meditazione, soprattutto ideale in abbinamento a formaggi rari come il Castelmagno e la Robiola di Roccaverano. Un vino importante che oggi vede 150 ettari vitati a Moscato dedicati alla produzione del prezioso nettare.

Incontri, degustazioni, ospiti

Domenica e lunedì a Loazzolo, Regione Candelette, 4, presso la Cascina del Forteto, la Famiglia Scaglione con Giancarlo, Giovanni e Silvia, dalle ore 10,30 alle ore 18 accoglieranno i visitatori per un itinerario in vigna e cantina, camminando tra i sentieri dell’oasi WWF. Domenica alle ore 13, un appuntamento sulle “Riflessioni sul mondo del vino” con ospiti di grande autorevolezza in ambito enologico, come il Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier Antonello Maietta, gli Autori Gian Arturo Rota e Niki Stefi, il Campione del mondo Sommelier Luca Gardini e tanti altri. Visite e degustazioni gratuite, informazioni al numero: 0144 87197.

Un grande Moscato dalla mini Doc

26 GIUGNO 2015 | di Luciano Ferraro e Gianni Brera

Metti una sera a cena con Gualtiero Marchesi. Al ristorante Daniel, a Milano, con i vini solari di Valle dell’Acate (Grillo Zagra e Frappato) che cercano di farsi largo tra le salse peruviane di Gaston Acurio. Strette di mano, inchini, selfie: c’è la fila per omaggiare il cuoco che tutti chiamano, alzandosi in piedi, Maestro.

Ha 85 anni, Marchesi, la stessa mente sveglia e il lampo da monello negli occhi di quando aprì il suo ristorante in via Bonvesin de la Riva, negli anni ruggenti di Milano. Lascia il tavolo ufficiale e parla di se stesso come di un ex timido un tempo chiuso in cucina, che ora non si sottrae più. Si sente un compositore, nel senso musicale, creatore di armonie nei piatti. Non beve, ma inspira i profumi terragni del Moro, un Nero d’Avola da uve ultramature. «Sono stato il primo a creare qui una carta importante dei vini, nel 1960», dice, ribattendo a chi lo vuole poco attento agli accostamenti cibo-vino. Poi distribuisce pillole di saggezza non solo enogastronomica: «Cerco la purezza degli elementi, l’esaltazione della materia. Ci vogliono idee e cuore. Con il cuore anche piatti impossibili come un risotto con funghi e salame, assaggiato pochi giorni fa in una trattoria, diventano buoni». Mentre Marchesi parla, tra sorrisi e giudizi taglienti, viene da pensare a quale potrebbe essere il vino generato da una idea e sorretto dal cuore, onesto e sorprendente come un piatto che arriva dalla cucina di una trattoria. Uno è il Moscato Passito di Loazzolo, la Doc più piccola d’Italia, 6 ettari di vigneti e una decina di produttori. La settimana scorsa questo Moscato dell’alta Langa astigiana ha festeggiato il trentesimo compleanno, con una serie di degustazioni e di incontri nel paesino di 400 abitanti.

Nel 1985, quando il vino nacque da una intuizione dell’enologo, biologo e produttore Giancarlo Scaglione, stupì l’Italia. La prima etichetta di Scaglione è ancora oggi la migliore: Forteto della Luja. L’assaggio diede stimoli mistici a Gianni Brera e Luigi Veronelli. Il giornalista declamò: «Chi beve vino e lo capisce e apprezza è come colui che udendo musica sente passare gli angeli e li distingue». E il critico, di rinforzo: «Non sento solo gli angeli passare, non li distinguo solo, ancora una volta mi faccio angelo di Chagall». È un vino da meditazione, dolce e fruttato, profuma di albicocca e di spezie. Le uve vengono vendemmiate fino a novembre, quando avanza sugli acini, che poi vengono appassiti, la muffa nobile. Scaglione, che ora ha 74 anni, dopo una carriera trascorsa come direttore della Gancia, si fece rapire da «una idea di etnoagricoltura», il recupero e la coltivazione di piante del territorio, come le vigne locali del Moscato, pensando alla tradizione dei vini dolci di questa zona del Piemonte. Un gruppo di altri piccoli produttori condivise l’idea, fino ad ottenere la Doc nel 1992.

La cantina di Scaglione è la prima in Piemonte a funzionare a energia solare, i dieci ettari di vigneto sono coltivati con metodi biologici e inseriti in un’Oasi del Wwf. Nel casale settecentesco e nella grotta in cui è stata ricavata la cantina ora lavorano Gianni e Silvia, i figli del fondatore che per il Bosco della Luja, «grande area di purezza botanica», si dice disposto «a fare qualsiasi sacrificio». Con il cuore, come insegna il Divino Marchesi.

World Wine Passion

4 SETTEMBRE 2016

Az. Forteto della Luja “Piasa Raschei” Doc Loazzolo 2009.
Siamo di fronte ad una delle bottiglie di riferimento nel panorama dei vini passiti piemontesi ed italiani.
La grande luce del colore oro antico che vediamo nel bicchiere accompagna al naso i sentori di frutta gialla disidratata, cedro candito, zafferano, mandorla amara, cannella, arancia candita, la nota etera gradevolissima e il cioccolato bianco per via retronasale. In bocca è magnifico l’equilibrio e notevole la freschezza. Persistenza infinita per un passito di rara eleganza e bevibilità.