La riserva Boschi di Loazzolo

Visite ai Boschi di Loazzolo

Nel Comune di Loazzolo sono localizzate alcune formazioni boscate tipiche della Langa Astigiana che rivestono un particolare interesse naturalistico e paesaggistico. Il tipo di bosco dominante è l’ornoquerceto di roverella, una formazione vegetale costituita in prevalenza dalla roverella nel piano dominante e da orniello e pino silvestre nel piano dominato. I boschi sono alternati a praterie aride che si posizionano in particolare sulle creste delle colline. La visita del Bosco della Luja permette di conoscere queste formazioni molto interessanti dal punto di vista naturalistico, sia per la flora (ginestre, orchidee, liliacee…) sia per la presenza di animali, tra cui numerosissimi invertebrati (farfalle, coleotteri) ma anche esemplari di fauna maggiore quali rapaci diurni (biancone, gheppio, poiana), scoiattoli, caprioli, tassi.

Per visite guidate contattare Giovanni - Silvia Scaglione 0141/831596.


Il progetto di riserva naturale regionale

Loazzolo, sito nella Comunità Montana Langa Astigiana, vanta una DOC Comunale, l’omonimo “Loazzolo”: moscato passito vendemmia tardiva prodotto da alcune piccole aziende agricole locali. L’enologo e biologo loazzolese Giancarlo Scaglione, nel 2001, ha manifestato la sua disponibilità all’Ente Parchi Astigiani, per la creazione di un’area protetta su un appezzamento di sua proprietà (circa 6 ettari); si tratta di un area in parte boschiva (Bosco della Luja), nei pressi della chiesa campestre di Santa Libera e della frazione Teola. Nei mesi successivi, il WWF astigiano con una ventina di altri proprietari confinanti e l’Amministrazione Comunale, si sono uniti al progetto rendendolo più forte e più ampio. Il 27 luglio 2003 è stata quindi presentata presso l’Assessorato alle Aree Protette della Regione Piemonte, la delibera del Comune di Loazzolo in cui si richiede la creazione della “Riserva Naturale Speciale Boschi di Loazzolo”, per una estensione di circa 100 ettari. L’intenzione è quella di proteggere, conoscere e valorizzare le grandi ricchezze naturalistiche del versante sinistro del rio Luja, affluente del Bormida di Millesimo.

La Flora
La tipologia di bosco più diffuso é il querceto di roverella, in cui sono presenti anche l’orniello e il pino silvestre (in alcune zone gli alberi non sono stati tagliati da almeno cinquant’anni). Nei versanti più freschi è presente il castagneto, mentre più vicino al rio compaiono le specie di ambiente umido (ontano, salice, pioppo). Molto ricche dal punto di vista naturalistico si sono dimostrate le praterie aride di crinale. L’elevata biodiversità riscontrabile in questi ambienti erbosi si può particolarmente apprezzare durante il periodo primaverile-estivo, quando decine di farfalle ed altri insetti frequentano queste zone alla ricerca di polline e nettare. Il “Bosco della Luja” presenta condizioni ideali per la vita di numerose specie diverse di orchidee spontanee. Queste rare e protette piante, possiedono radici ingrossate per l’accumulo delle sostanze nutritive e un fusto alto fino a 60 centimetri. La famiglia delle orchi-dee presenta una grande variabilità nelle infiorescenze da specie a specie: dai fiori rossi e bianchi di grandi dimensioni dell’Orchis purpurea, a quelli verdi e minuti della Listera ovata fino all’Ophrys fuciflora che imita il corpo un insetto. Particolarmente suggestive sono anche le fioriture di ginestre che in primavera colorano di giallo il paesaggio; da rilevare inoltre la presenza della campanula toscana, del giglio di S. Giovanni e del garofanino.

La Fauna
Nell’ambito del Progetto “Adotta un Piccolo Comune” sono state effettuate delle uscite in campo per studiare i popolamenti animali, con particolare attenzione agli insetti ed agli uccelli. Per quanto riguarda gli insetti lo studio ha portato al riconoscimento di decine di specie ripartite fra Lepidotteri, Neurotteri, Micotteri, Odonati e Coleotteri. Per quanto riguarda i Coleotteri, sono stati identificati tre Carabidi: Abax continuus contractus, Abax ater e Carabus problematicus inflatus il primo dei quali è endemico per l’Italia; coleotteri dalle abitudini curiose sono il Necrophorus humator e N. vespillo, i quali si nutrono di animali morti di piccole dimensioni (piccoli roditori e uccelli) che sotterrano, conservandoli allo scopo di nutrire le proprie larve. Molto vistose sono le farfalle (Lepidotteri) che popolano i prati volando alla ricerca di fiori dai quali suggere il nettare.
Numerose sono le specie di uccelli che frequentano il Bosco della Luja. Tra i rapaci la poiana ed il gheppio sono presenti tutto l’anno, mentre il biancone è una specie che trascorre il periodo invernale in Africa e giunge da noi in primavera per nidificare.
La presenza della sterpazzolina evidenzia un ambiente con una forte influenza mediterranea, confermato anche dalla presenza del timo e delle ginestre. Da segnalare anche la cincia dal ciuffo, la cincia mora, la tordela, oltre a decine di specie più comuni come il pettirosso, il merlo, la capinera, la cinciallegra e lo scricciolo. Tra i mammiferi sono stati osservati il cinghiale, il capriolo, il tasso, la volpe, la faina, lo scoiattolo europeo e il ghiro.

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